Per
la prima volta dopo molti anni, un medico torna
a casa nel primo pomeriggio, abbandonando i pazienti, l'ospedale e tutto ciò
che da sempre è stato la sua vita. Entrato nello splendido salotto, si siede
sulla sua poltrona preferita e decide di fare il bilancio della sua esistenza,
spinto dallo stesso irresistibile desiderio che l'aveva fatto fuggire dal
lavoro. Una foto in un portaritratti d'argento gli ricorda subito il figlio
morto per droga, un'altra immagine lo spinge a cercare qualcuno in casa, ma il
silenzio lo disillude subito: la figlia anoressica sarà probabilmente dallo
psicologo e la moglie (che certo non lo attendeva) è dall'amante, come tutti i
mercoledì. Persino il cane non si sente, forse è in giardino: tanto, se ci fosse,
lo ignorerebbe.
